Ti ho trovato. Scacco matto.
ATTENZIONE
Qualsiasi riferimento a eventi realmente accaduti e / o realmente successi e / o a persone conosciute è considerato una casualità.
Tutte le immagini, i suoni e la musica sono proprietari dei rispettivi copyright.
Per qualsiasi informazione e / o eliminazione del suddetto materiale: narratorevampiri@hotmail.com
Il libro ha una colonna sonora attivabile (e disattivabile) con il bottone grigio in alto a destra che ha un icona di un megafono. Si consiglia di attivarla per godere al meglio dell'atmosfera.
NOTA SULLA LINGUA: il libro è ambientato nella Repubblica Dominicana (Santo Domingo) ed usa modi e atteggiamenti tipici di questo paese. Così come la lingua che è adattata dallo spagnolo al dominicano e viene indicata con parole slang in corsivo.
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REGOLE
Nell'angolo in alto a destra puoi vedere l'icona verde che riassume il tuo personaggio con le sue caratteristiche. Delle volte ti verrà chiesto di fare un tiro di dado su una caratteristica (consulta la scheda personaggio per i valori aggiornati). In base al risultato ci saranno delle conseguenze (generalmente piu' il risultato finale è basso peggio è).
L'icona gialla rappresenta l'equipaggiamento.
Tutto ciò che trovi e perdi verrà inserito qui. E anche come vuoi equipaggiarti.
Ogni scelta è definitiva. Non c'è modo di tornare indietro. Pensa bene a ciò che vuoi fare. E ricorda che, come nella vita reale, non puoi schivare i proiettili. Ed uccidere non è mai la prima opzione.
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CAPITOLO 1: SCACCO MATTO
Mi chiamo Rafael Tejada Disla. Sono un investigatore privato. Vivo nella Repubblica Dominicana, a Santo Domingo, quella che noi chiamiamo "la Capitale". Sono povero e non ho mai avuto una vita interessante che possa essere raccontata nenche davanti ad una birra in un bar.
Ho sempre pensato che se avessi mai scritto un libro, sarebbe iniziato così. Ma non credo di poterlo fare. Sono in una situazione più grande di quello che posso sopportare.
Qui nella Repubblica Dominicana lo chiamarei, un lio, un disastro. Un lio però grande. Peggio di questo Coronavirus, peggio del coprifuoco che è stato imposto dal governo durante tutta la notte.
Sfortunatamente, ho messo gli occhi addosso alla persona sbagliata, ho condotto un investigazione che non dovevo fare. E ci sono state conseguenze.
Oggi termina l'incarico che mi è stato affidato.
Questo era l'unico pensiero che avevo prima di premere il grilletto contro qualcuno di cui non conosco nemmeno il nome. Non volevo, ma dovevo. È una dannata scusa, lo so, ma non avevo altra scelta.
Sono le 2:00 del mattino. Ho ancora quattro ore prima dell'alba per uscire da questa situazione.
Ma torniamo al presente, esattamente nella terribile situazione in cui mi trovo adesso.
Durò un secondo. Questo è il tempo necessario per uccidere una persona.
Un secondo.
Nella notte di Santo Domingo con il coprifuoco attivo, il caldo non sembra dare tregua.
L'ho fatto. L'ho fatto davvero.
Il sudore gocciola lentamente dalla fronte fino a raggiungere la mano che tiene la pistola, il hierro come lo chiamiamo nella strada.
Chiudo gli occhi e faccio un respiro profondo. Devo aspettare che l'adrenalina si dissolva.
Ho ucciso uno sconosciuto.
Ho aperto il terzo occhio sulla sua fronte. Non so nemmeno il suo nome. Se ha una famiglia o che maledetto lavoro faccia. Sono solo entrato in casa sua e gli ho sparato. Così, senza tanti giri di parole.
Farei qualsiasi cosa per lei. La mia amata.
La mano sta tremando. L'arma è diventata pesante per l'omicidio. Passano i secondi. Apro gli occhi.
La lampadina a risparmio energetico emette una luce blu morbida che sporca il sangue rosso sul pavimento. Sembra un arcobaleno di morte.
C'è un odore caldo di terrore nell'aria.
Me estoy volviendo loco.
Devo prendere una decisione. E rapidamente.